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Cari membri e amici di Ave Europa,
Un grazie di cuore a tutti coloro che hanno partecipato alla nostra ultima Assemblea generale. Avete contribuito a un fine settimana davvero straordinario, con tavole rotonde di alto livello, un dibattito avvincente e contributi eccellenti dall’inizio alla fine. È stata un’esperienza ricca ed entusiasmante per tutti noi.
Ave Europa persegue un obiettivo chiaro: rinnovare il panorama politico europeo. Proponiamo soluzioni che potrebbero salvare la nostra Europa democratica, liberale e rispettosa della legge, un’Europa che difendiamo ogni giorno. Ma questi valori sono attaccati da estremisti che gridano apertamente «no borders no nations», esattamente la formula che ha eroso in tanti modi la legittimità degli Stati europei e che sta spingendo milioni di persone verso i veri nemici di ciò che è stato costruito negli ultimi 40 anni.
Vogliamo rivolgerci direttamente al nostro nuovo pubblico tedesco e fare chiarezza sui recenti avvenimenti legati alla nostra Assemblea generale.
Nei giorni precedenti l’evento sono circolate false affermazioni secondo cui alla nostra Assemblea si sarebbero riuniti «estremisti di destra». Respingiamo queste accuse infondate nei termini più netti. Stiamo preparando azioni legali contro i responsabili della diffusione di questa disinformazione. Queste affermazioni sembrano provenire da organizzazioni attive in reti di estrema sinistra, con indizi di vicinanza a narrazioni filorusse e con l’amplificazione di media locali allineati.
Una di queste organizzazioni ci ha bollati pubblicamente come estremisti senza mai contattarci. Le nostre posizioni sono state deliberatamente distorte e travisate. Durante l’evento, un piccolo gruppo legato a questi ambienti si è presentato sul posto. Tra i suoi comportamenti: fotografare i partecipanti, bambini compresi, senza consenso e diffondere le immagini nelle proprie reti. Stiamo agendo per vie legali.
Ancora più preoccupante è che pressioni mirate e intimidazioni sono andate oltre l’evento stesso. Membri dei nostri panel e relatori invitati sono stati oggetto di molestie e di tentativi di esposizione pubblica. Alcuni, di conseguenza, hanno rinunciato a partecipare. Si tratta di uno sforzo coordinato per mettere a tacere il dibattito aperto con l’intimidazione: qualcosa che non accetteremo.
Rileviamo inoltre che parte della copertura dei media locali sull’evento solleva seri dubbi sulla sua neutralità. Alcune testate sembrano strettamente legate ad attori politici locali, il che potrebbe spiegare il ricorso alle speculazioni anziché alle prove. Le affermazioni secondo cui avremmo cercato di escludere la stampa sono errate. Abbiamo rispettato le regole della sede restando disponibili a un confronto aperto all’esterno. Ci aspettiamo rettifiche dove ci sono state rappresentazioni distorte.
Al tempo stesso, sappiamo che non tutta la copertura ci descriverà come «inoffensivi» o convenzionali, e non è ciò che cerchiamo. Un movimento che vuole ridisegnare la politica europea deve saper sfidare il moralismo di facciata.
L’Europa a un bivio
L’Europa si trova in un momento decisivo. Circa il 40 per cento degli europei vota oggi per partiti euroscettici o di estrema destra. In Germania il sostegno all’AfD si avvicina al 30 per cento. L’ultimo decennio ha dimostrato che la retorica moralistica e le risposte superficiali non sono riuscite a invertire questa tendenza; in molti casi l’hanno rafforzata.
Migrazione e sicurezza interna restano i motori principali di questo spostamento. Troppo a lungo queste preoccupazioni sono state minimizzate o affrontate in modo inadeguato dagli attori tradizionali. La negazione e le mezze misure hanno creato lo spazio in cui sono potute crescere forze più radicali.
Ave Europa propone un approccio diverso: affrontare questi temi di petto, ancorandoli saldamente in un quadro europeista e democratico.
Sui nostri relatori invitati
La nostra lista di ospiti ha fatto discutere, ed era voluto. Abbiamo invitato voci dissidenti dall’interno di partiti euroscettici per far luce sulle loro dinamiche interne, compresa l’influenza russa. Non si trattava di un sostegno, ma di un dibattito strutturato.
Rifiutiamo l’idea che gli argomenti diventino pericolosi per il solo fatto di essere ascoltati. Evitare la discussione aperta è proprio ciò che ha permesso a questi movimenti di rafforzarsi.
Desideriamo inoltre ringraziare il professor Engels, il cui intervento ha messo in luce i punti chiave su cui le nostre posizioni convergono, in particolare la necessità di un’Europa sicura di sé, sovrana e democratica, capace di agire con decisione nel proprio interesse.
Ciò che distingue il nostro approccio è un impatto misurabile: non ci limitiamo a contrastare l’euroscetticismo, lo trasformiamo attivamente. Persone che un tempo sostenevano partiti antieuropei sono oggi convinti sostenitori del progetto europeo e stanno con noi contro l’estremismo.
Guardando avanti
L’Europa merita un’Unione democratica, unita, indipendente e capace: un’Europa che protegga la libertà e al tempo stesso proietti forza. È ciò che stiamo costruendo, insieme alle forze europeiste di tutto il continente.
Ringraziamo la polizia locale per la professionalità e il supporto nel garantire la sicurezza di tutti i partecipanti.
Riconosciamo anche la posizione degli attori politici locali che hanno scelto di non lanciarsi in condanne premature o infondate. In un clima di crescente polarizzazione, questa moderazione riflette un impegno all’equità e alla responsabilità istituzionale.
Infine, ringraziamo i nostri membri e la nostra comunità. Esperienze come questa rafforzano una lezione importante: difendere i propri valori senza chiedere scusa suscita resistenze, ma affina anche la nostra chiarezza, rafforza la nostra determinazione e amplia la nostra portata.
Non vediamo l’ora della prossima Assemblea generale.
Un caro saluto,
Il direttivo di Ave Europa


